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Come Lavare i Vetri

Le casalinghe lo sanno bene, pulire i vetri di casa è un lavoro impegnativo e faticoso, e spesso non molto simpatico. Oggi sul mercato si trovano strumenti come i robot pulisci vetri che permettono di automatizzare l’operazione, ma sono ancora abbastanza costosi e quindi la pulizia manuale resta la soluzione più semplice. Ecco 4 trucchi definitivi per pulire i vetri bene e ottenere risultati duraturi.

Panno in microfibra
Nel caso di macchie di sporco leggere, pulire i vetri di casa utilizzando semplice acqua e un panno in microfibra, così da trattare il vetro in maniera meno aggressiva. Il panno in microfibra infatti ha unicamente bisogno di essere inumidito e ben strizzato prima di essere passato sulle superfici.

Prodotto per il vetro e vecchi quotidiani
I giornali vecchi sono un buon aiuto per pulire i vetri dallo sporco più ostinato: con una strofinata energica permettono di eliminare anche le macchie di sporco più resistenti. Basterà affidarsi a un prodotto specifico per il vetro, da spruzzare direttamente sulla superficie e da passare utilizzando fogli di giornale: anche se inevitabilmente assorbiranno una parte di prodotto, la ruvidezza della carta stampata agirà in maniera più profonda sulle macchie, senza per questo dover usare troppo “olio di gomito”.

Pulire i vetri in modo naturale: detergente fai da te con acqua e aceto
L’aceto, come è noto, smacchia e disinfetta: per pulire i vetri in modo naturale è sufficiente mescolare in un contenitore spray una parte di aceto ogni due parti di acqua, ancora meglio se molto calda. Dopo aver spruzzato un po’ del liquido sulla superficie basta passare uno straccio in cotone e lasciare asciugare. Se non si tollera l’odore dell’aceto, un’alternativa altrettanto valida è il limone.

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Come Misurare il PH con un Cavolo Rosso

Può capitare, per necessità, oppure solo per semplice curiosità di voler controllare il Ph di un determinato liquido, attività molto semplice se abbiamo a portata di mano delle cartine torna sole. Se invece non le abbiamo basta un semplice cavolo rosso, con questa guida vi spiego come fare.

Per prima cosa procuratevi un bel cavolo rosso, staccate le foglie e tagliatele a pezzettini abbastanza piccoli, potete preparare una quantità minima, oppure in maggiore quantità e conservarlo per un pò di tempo. Misurate 150 millilitri di acqua deionizzata o distillata, la trovate anche al supermercato.

Versate l’acqua in una pentola e mettete all’interno il cavolo rosso, tagliato a pezzetti. Accendete il fuoco non troppo forte, dovete portare l’acqua ad ebollizione. In alternativa potete mettere il cavolo nel forno a microonde. Quando l’acqua inizia a bollire, abbassate la fiamma e lasciate bollire per alcuni istanti, dolcemente. Controllate però che l’acqua copra sempre il cavolo, se necessario aggiungete 50 ml di acqua.

Lasciate cuocere per circa 10 minuti o comunque fino a quando l’acqua non si colora di rosso-viola. Quindi spegnete il gas e fate raffreddare. Nel frattempo prendete la carta filtro, piegatela a metà e quindi di nuovo a metà, dovrete ottenere una specie di cono rovesciato, vuoto all’interno. Mettetelo all’interno dell’imbuto e usate alcune gocce di acqua deionizzata per bagnare i lati del filtro, in modo che aderiscano all’imbuto. Se non trovate la carta da filtro, potete usare i filtri di carta delle bustine da tè.

Versate il liquido raffreddato in un bicchiere, facendo attenzione a separarlo dal cavolo. Ora dal bicchiere versatelo con l’imbuto in un contenitore con il tappo. Non riempite il contenitore, ma fermatevi a metà, a questo punto aggiungete l’alcol isopropilico, la quantità è di circa 1/8 del volume del contenitore. Aggiunto l’acool finite di riempire con la il filtrato di cavolo. La vostra soluzione è pronta, ora non vi resta che sperimentarla. Versate in un bicchiere un pò di aceto, in un secondo bicchiere acqua deionizzata e nel terzo acqua con bicarbonato di sodio.

Aggiungete, ad ogni bicchiere, gocce di soluzione fatta col cavolo rosso e mescolate. Il primo bicchiere diventerà rosso ad indicare la soluzione acida, il secondo violetto ad indicare l’acqua a pH neutro e la terza blu, per la soluzione basica. Utilizzate una tabella con le variazioni di Ph per capire a quale valore vi trovate con esattezza.

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Come Impiantare un Uliveto

Se hai un piccolo terreno a disposizione e un po’ di tempo da dedicare, la scelta che ti consiglio è quella di impiantare un piccolo oliveto. Si tratta di un’esperienza interessante che ti darà sicuramente grandi soddisfazioni e, con poche piante, potrai realizzare già dopo alcuni anni e con limitati investimenti quel quantitativo di olio che soddisfa il tuo fabbisogno annuo.

Assicurati che il tuo terreno sia adatto ad ospitare l’impianto, a tale scopo non deve avere ristagni di acqua, fai misurare l’acidità che deve essere intorno alla neutralità oppure anche leggermente alcalino. In caso si sia provveduto in precedenza, ad eliminare alberi ed arbusti, verifica che anche le radici di questi siano stati adeguatamente asportati. Fai eseguire, prima dell’impianto, uno scasso totale per almeno 70 cm di profondità.

Fai analizzare il terreno per valutare l’entità delle concimazioni necessarie. In ogni caso esegui una concimazione di fondo con almeno 4 kg di letame maturo per ogni metro quadrato di superficie e completala con 50 gr di solfato di potassio e 50 gr di perfosfato minerale. Ti consiglio di provvedere all’interramento del concime prima della lavorazione di affinamento del terreno.

Nelle zone a clima mite puoi effettuare la piantagione anche in autunno, mentre dove si verificano gelate invernali è preferibile rimandare la stessa in primavera. Assicura le giovani piantine ad un paletto di sostegno piantato nel terreno per evitare che il vento possa danneggiare la pianta. Esegui delle irrigazioni di soccorso nei primi anni durante le stagioni più calde almeno ogni 15 giorni, meglio se provvedi ad una adeguata pacciamatura. Il numero di piante dipende dalle tue esigenze e dallo spazio disponibile, ma anche dal tipo di coltura, se utilizzi piante basse puoi sistemarle ogni 4 metri.

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Come Preparare la Gabbia di un Furetto

Se siete dei grandi amanti degli animali, e desiderate allevare un furetto e non sapete come fare, leggete attentamente la guida seguente. Essa vi spiegherà in pochi e semplici passi, come preparare un alloggio per il vostro piccolo e buffo animaletto.

Il materiale più adatto per la realizzazione di una gabbietta per il vostro furetto, è l’acciaio. Non adoperate assolutamente lo zinco perchè risulta essere altamente tossico e potrebbe quindi nuocere al vostro animaletto. La gabbia deve essere a prova di fuga, robusta e facilmente lavabile. Sistemate la gabbia col seguente ordine.

Fate in modo che la gabbia sia molto grande (anche 1,50 cm andrebbe bene). Ricoprite il fondo della gabbia con degli stracci, quindi sistemategli in un angolo una piccola casetta di legno che funga da tana. In un altro angolo, posizionate un recipiente per il cibo e a fianco, anche una vaschetta in cui terrete costantemente dell’acqua sempre pulita.

Potete realizzargli una piccola amaca in stoffa. Prendete della stoffa (se siete capaci di cucire, la potreste anche imbitti), e fate in modo che l’animale la impregni col suo odore. A questo punto, potete creare una sorta di amaca attaccata al tetto della gabbietta. Il vostro furetto sarà felice di adoperarlo come giaciglio.

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Come Piantare un Albero di Cachi nel Giardino

Il cachi, detto anche loto, è un frutto che in questi mesi abbonda sui banchi dei supermercati e dai fruttivendoli. Io ne adoro particolarmente la grossa pezzatura, perfettamente tondeggiante, la bella polpa dolce e l’acceso color arancio vivo. Circa un anno fa con mio marito ne ho piantato uno nel giardino e vi assicuro che quest’anno ha già fruttificato abbondantemente.

Appronta nel terreno una buca profonda 30 cm e larga tra 80 e 100cm, in una posizione sufficientemente soleggiata, anche in inverno. Libera le radici da quella protezione in plastica che si ritrova in ogni alberello, sia che si compri dal fioraio, sia nei centri commerciali. Immergi le radici, per venti minuti circa, in un recipiente pieno di fanghiglia, perchè esse possano assorbirne il liquido.

Colloca l’alberello nella buca preparata, distendendo bene le radici. Devi assolutamente tener conto di un fattore importante. Ogni alberello presenta nella parte sottostante, ben evidente, un punto particolare, alquanto bitorzoluto. Viene chiamato “punto d’innesto”: Questo punto, dopo il riassestamento del terreno, dovrà trovarsi assolutamente a livello di terra, e non al di sotto.

Prima di riempire la buca di terra, inserisci un palo di sostegno verticale, a cui legherai il giovane tronco. Riempi pure con terra fine la piccola buca e, arrivato in superficie, assesta il terreno, premendo leggermente con il piede. Aggiungi uno strato di concime. E’ necessario innaffiare l’alberello subito dopo l’interramento per evitare che si formino bolle d’aria. Per ottenere i primi frutti, molto dipende dalla grandezza dell’alberello, ma mediamente fruttifica l’anno successivo del suo impianto nel terreno.

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