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Come Misurare il Volume di un Sasso

Ecco un esperimento molto interessante e divertente da realizzare con i vostri bambini, sia per passare un momento piacevole tutti insieme e sia per introdurli ai rudimenti della fisica. In questa guida, infatti, imparerete come calcolare il volume di un sasso o di un qualunque oggetto irregolare, per il quale non è possibile utilizzare righello e squadretta.

Per prima cosa procuratevi un sasso di forma qualunque, anche molto irregolare. Pulitene per bene la superficie utilizzando un panno oppure sciacquandolo in acqua e poi asciugandolo con un tovagliolo di carta. A questo punto prendete un bicchiere di vetro o di plastica trasparente. Per rendere l’esperimento semplice e accurato sarebbe opportuno utilizzare un bicchiere di forma cilindrica e non tronco-conico.

Riempite il bicchiere per metà d’acqua. Con un pennarello segnate con precisione il livello raggiunto dall’acqua nel bicchiere. A questo punto immergete il sasso in acqua. Noterete che il livello del liquido si sarà innalzato. L’innalzamento è proporzionale alle dimensioni (cioè al volume del sasso). A questo punto segnate nuovamente il livello raggiunto dall’acqua, dopo che il sasso è stato immerso in quest’ultima.

Ora, con un righello, misurate con precisione la distanza tra le due linee che avete segnato sul bicchiere. Riportate la misura trovata su un foglio di carta. Misurate l’area di base del vostro bicchiere, cioè l’area della circonferenza interna del bicchiere stesso. Basta moltiplicare il raggio del bicchiere per se stesso e per 3,14. A questo punto, ottenuta l’area di base, moltiplicatela per l’altezza misurata precedentemente. Questo valore è pari al volume del sasso.

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Pedana Vibrante e Controindicazioni

Questo articolo vuole solo mettere in evidenza come anche nel caso di questo nuovo concetto di attività sportiva, sia sempre consigliabile ricordarsi che sono possibili controindicazioni ed effetti indesiderati.
Come per qualsiasi forma di allenamento tradizionale è auspicabile valutare la possibilità di effettuare una visita prima di iniziare.

Una volta constatato lo stato di salute e la possibilità di avvicinarsi all’allenamento vibratorio si potrà valutare l’acquisto e successivo utilizzo della pedana vibrante che può soddisfare al meglio le nostre aspettative.
Le pedane vibranti possono portare reali e duraturi benefici se usate con cautela e seguendo, almeno in linea generale, i consigli delle case produttrici. A questo scopo è possibile fare riferimento al sito Pedanavibrante.net dedicato all’argomento.
Il mondo delle pedane vibranti è in rapida e continua evoluzione e porta dubbi e continui pareri contrastanti,quindi Noi consigliamo di considerare alcune indicazioni ricavate da importanti studi scientifici.

Evitate l’uso della pedana vibrante almeno nelle seguenti situazioni

-a seguito di recenti interventi chirurgici o situazioni post traumatiche
-nella possibilità di stati generalmente infiammatori all’apparato muscolo-scheletrico
-nel caso di stanchezza, indisposizione o elevate forme di stress.

A parte queste condizioni, le ditte produttrici e gli studi effettuati riescono a sconsigliare, invece,
l’allenamento vibratorio in situazioni che possiamo definire croniche o permanenti.

Da evitare l’uso delle pedane vibranti quando si hanno

-problemi associati al sistema visivo nello specifico a livello di retina
-varie malattie vascolari e cardiovascolari
-donne in gravidanza
-gravi ernie
-epilessia
-spirali anticoncezionali
-presenza di pace maker, placche, chiodi e strutture artificiali
-intolleranza allo stimolo vibratorio

Allo stato attuale, inoltre, non si riscontrano patologie gravi associate all’allenamento vibratorio a scopo di fitness, sportivo, estetico e fisioterapico.
Questa deduzione pare essere ben giustificata dal fatto che gli allenamenti vibratori vengono protratti per breve tempo e a frequenze controllate.

In conclusione, ritenendo il prodotto pedana vibrante in generale una valida alternativa
alla concezione di fitness classica, consigliamo di utilizzare il prodotto come indicato sui vari manuali forniti con tabelle le tabelle di allenamento ad esso allegate.
Sarà fondamentale un approccio graduale in termini di tempi, intensità e frequenza delle sedute.

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Come Orientare il Testo in Verticale in una Tabella OpenOffice

Stai lavorando ad un progetto oppure ad una presentazione di lavoro? Vorresti compilare una tabella in modo particolare, magari orientando il testo delle caselle in modo verticale? Si tratta di una operazione semplice e veloce, leggi la guida e scopri come fare.

Per iniziare dovrai procurarti una copia del software di video scrittura Open Office; si tratta di un pacchetto gratuito di programmi che puoi trovare direttamente on line, liberamente scaricabili. Una volta effettuato il download e l’installazione, apri il Writer ovvero il programma relativo alla compilazione dei documenti.

Crea la tua tabella partendo da zero e seleziona le caselle nelle quali desideri orientare il testo in verticale. Se non riesci a selezionare le caselle con il mouse, clicca sulla prima riga e poi entra nel menu Tabella, da qui clicca sulla voce Seleziona e vai a Colonne. Sempre nel menu Tabella, seleziona la voce Proprietà Tabella e vai sulla scheda indicata come Flusso di testo.

A questo punto, per cambiare la disposizione del testo, clicca sulla freccia del campo Direzione del testo e scegli l’opzione Destra-Sinistra Verticale. Il testo verrà automaticamente allineato in alto. Per cambiare questo standard ti basterà cliccare sulla freccia dell’opzione Allineamento verticale e scegliere quello che preferisci.

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Come Lavare i Vetri

Le casalinghe lo sanno bene, pulire i vetri di casa è un lavoro impegnativo e faticoso, e spesso non molto simpatico. Oggi sul mercato si trovano strumenti come i robot pulisci vetri che permettono di automatizzare l’operazione, ma sono ancora abbastanza costosi e quindi la pulizia manuale resta la soluzione più semplice. Ecco 4 trucchi definitivi per pulire i vetri bene e ottenere risultati duraturi.

Panno in microfibra
Nel caso di macchie di sporco leggere, pulire i vetri di casa utilizzando semplice acqua e un panno in microfibra, così da trattare il vetro in maniera meno aggressiva. Il panno in microfibra infatti ha unicamente bisogno di essere inumidito e ben strizzato prima di essere passato sulle superfici.

Prodotto per il vetro e vecchi quotidiani
I giornali vecchi sono un buon aiuto per pulire i vetri dallo sporco più ostinato: con una strofinata energica permettono di eliminare anche le macchie di sporco più resistenti. Basterà affidarsi a un prodotto specifico per il vetro, da spruzzare direttamente sulla superficie e da passare utilizzando fogli di giornale: anche se inevitabilmente assorbiranno una parte di prodotto, la ruvidezza della carta stampata agirà in maniera più profonda sulle macchie, senza per questo dover usare troppo “olio di gomito”.

Pulire i vetri in modo naturale: detergente fai da te con acqua e aceto
L’aceto, come è noto, smacchia e disinfetta: per pulire i vetri in modo naturale è sufficiente mescolare in un contenitore spray una parte di aceto ogni due parti di acqua, ancora meglio se molto calda. Dopo aver spruzzato un po’ del liquido sulla superficie basta passare uno straccio in cotone e lasciare asciugare. Se non si tollera l’odore dell’aceto, un’alternativa altrettanto valida è il limone.

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Come Misurare il PH con un Cavolo Rosso

Può capitare, per necessità, oppure solo per semplice curiosità di voler controllare il Ph di un determinato liquido, attività molto semplice se abbiamo a portata di mano delle cartine torna sole. Se invece non le abbiamo basta un semplice cavolo rosso, con questa guida vi spiego come fare.

Per prima cosa procuratevi un bel cavolo rosso, staccate le foglie e tagliatele a pezzettini abbastanza piccoli, potete preparare una quantità minima, oppure in maggiore quantità e conservarlo per un pò di tempo. Misurate 150 millilitri di acqua deionizzata o distillata, la trovate anche al supermercato.

Versate l’acqua in una pentola e mettete all’interno il cavolo rosso, tagliato a pezzetti. Accendete il fuoco non troppo forte, dovete portare l’acqua ad ebollizione. In alternativa potete mettere il cavolo nel forno a microonde. Quando l’acqua inizia a bollire, abbassate la fiamma e lasciate bollire per alcuni istanti, dolcemente. Controllate però che l’acqua copra sempre il cavolo, se necessario aggiungete 50 ml di acqua.

Lasciate cuocere per circa 10 minuti o comunque fino a quando l’acqua non si colora di rosso-viola. Quindi spegnete il gas e fate raffreddare. Nel frattempo prendete la carta filtro, piegatela a metà e quindi di nuovo a metà, dovrete ottenere una specie di cono rovesciato, vuoto all’interno. Mettetelo all’interno dell’imbuto e usate alcune gocce di acqua deionizzata per bagnare i lati del filtro, in modo che aderiscano all’imbuto. Se non trovate la carta da filtro, potete usare i filtri di carta delle bustine da tè.

Versate il liquido raffreddato in un bicchiere, facendo attenzione a separarlo dal cavolo. Ora dal bicchiere versatelo con l’imbuto in un contenitore con il tappo. Non riempite il contenitore, ma fermatevi a metà, a questo punto aggiungete l’alcol isopropilico, la quantità è di circa 1/8 del volume del contenitore. Aggiunto l’acool finite di riempire con la il filtrato di cavolo. La vostra soluzione è pronta, ora non vi resta che sperimentarla. Versate in un bicchiere un pò di aceto, in un secondo bicchiere acqua deionizzata e nel terzo acqua con bicarbonato di sodio.

Aggiungete, ad ogni bicchiere, gocce di soluzione fatta col cavolo rosso e mescolate. Il primo bicchiere diventerà rosso ad indicare la soluzione acida, il secondo violetto ad indicare l’acqua a pH neutro e la terza blu, per la soluzione basica. Utilizzate una tabella con le variazioni di Ph per capire a quale valore vi trovate con esattezza.

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