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Come Organizzare un Trasloco

Se decidi di cambiare casa dovrai inevitabilmente scegliere la data e il periodo adatto in modo tale che il trasloco possa risultare un pò meno pesante. Purtroppo, non sempre è possibile scegliere il periodo del trasloco in tempo. Ma in questa guida ti darò qualche consiglio in proposito.

Se decidi di traslocare in questo caso riservati un lasso di tempo che ti possa bastare per organizzare tutti i movimenti e le varie fasi del trasloco per poi riuscire al meglio. Un mese sarà sufficiente naturalmente se riuscirai a sfruttarlo. Ti consiglio di scegliere un periodo abbastanza tranquillo.

Naturalmente, se svolgi un lavoro dipendente in questo caso avrai bisogno di prendere delle ferie che ti serviranno se decidi di traslocare in un periodo di grande attività. Se invece, dovrai traslocare in un periodo tranquillo potrai gestire con calma i momenti di lavoro con quelli di organizzazione del trasloco.

Inoltre dovrai considerare anche il periodo dell’anno, ti consiglio il periodo più fresco perchè il trasloco è sicuramente un’operazione di grande fatica, e quindi ti consiglio di non effettuare il trasloco nei periodi caldi perchè potrebbe causarti dei gravi affaticamenti che dovrai assolutamente evitare.

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Quale Programma di Modellazione 3D Utilizzare per Iniziare

Esaminiamo insieme la complessa scena della modellazione tridimensionale, cercando il software che più si avvicina alle nostre esigenze, e quale motore di render esterno abbinare ad esso per ottenere la migliore grafica fotorealistica dal nostro pc.

Il panorama della computer grafica ci si presenta oggi come una distesa sterminata di software e plug-in di ogni genere, e soprattutto di ogni prezzo. Questi infatti, variano dalla licenza gratuita a diversi migliaia di euro, quindi con molta obbiettività, la prima domanda da porre a noi stessi, è cosa cerchiamo di ottenere!

L’utilizzo di software avanzati come 3DStudio Max o Rhino3D offre la possibilità di ottenere praticamente qualsiasi tipo di geometria, ma il loro utilizzo non è certo immediato! Entrando nello specifico, cerchiamo di individuare il settore nel quale andremo a rivolgerci, ad esempio se ci occupiamo di architettura, è stata da poco rilasciata un’apposita versione “design”di Max.

In più non possiamo dimenticare l’importante relazione che quest’ultimo offre con i prodotti della medesima casa produttrice AutoCAD e Revit i quali, purtroppo non danno la possibilità di connettere un motore di rendering esterno di qualità superiore a quello standard, quindi obbligano a ricorrere ad ulteriori software esclusivamente dedicati alla restituzione fotorealistica.

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Come Misurare Resistenza da Terra

Con questa guida si potrà capire come valutare il valore di resistenza del terreno su cui costruire un impianto elettrico, tenendo conto delle variabili del terreno e delle cause di errore. Verranno inoltre suggerite le tecniche di utilizzo degli strumenti e verrà fornito anche qualche consiglio per ridurre al minimo il valore d’incertezza della misura.

Occorrente
Terra-ohmetro
3 picchetti di terra
3 cavi conduttori

Dovrai eseguire innanzitutto la misura in un terreno incolto e privo di impedimenti esterni o interrati, quali muri o tubature. Considera le condizioni atmosferiche poiché possono provocare alterazioni al normale funzionamento dello strumento (ad esempio l’umidità diminuisce il valore di resistenza). A corredo del terra-ohmetro vengono forniti dei picchetti e dei cavi di colore diverso, nel particolare verde (impianto di terra), giallo (dispersore ausiliario di tensione) e rosso (dispersore ausiliario di corrente).

Per prima cosa inserisci i picchetti nel terreno; nel particolare dovrai conficcare il primo (quello dell’impianto di terra) ad una profondità L di un metro. Gli altri due dovrai inserirli ad una distanza, dal picchetto dell’impianto, di circa 5 volte L (il picchetto di tensione) e 9/10 volte L (il picchetto di corrente). Questa procedura è fondamentale per evitare interferenze fra i segnali. In seguito collega i picchetti al terra-ohmetro mediante i cavi opportunamente colorati. Terminata questa procedura dovrai effettuare prima misura della resistenza di terra, utilizzando il terra-ohmetro.

Per iniziare verifica lo stato della batteria, che deve risultare idoneo (“Good”); successivamente verifica, attraverso il tasto “AC V”, l’assenza di tensioni disperse nel terreno. Dopodiché seleziona una portata (ad esempio “x10”, “x100”, “x1000”) e leggi il valore riportato sullo schermo. Questa sarà la prima lettura; ripeti questo procedimento per verificare che il picchetto di tensione non fosse sottoposto ad interferenze con le altre due sonde; perciò effettua altre due letture spostando il dispersore di tensione (quello centrale) rispettivamente di 1 metro in avanti e 1 metro indietro rispetto alla posizione iniziale. A questo punto con carta e penna, valuta il valor medio delle letture sommando i valori letti e dividendo per il numero di letture, ad esempio: (328 330 330)/3 = 329,33 Ohm

Ora dovrai considerare l’incertezza (o tolleranza) delle letture. Sul certificato di taratura dello strumento viene fornito il valore di incertezza riferito ad ogni portata; leggi il valore d’incertezza e calcola in Ohm questo valore (ad esempio 3% della portata “x100” sarà uguale a 3 Ohm). Siccome si tratta di incertezza di tipo B, cioè fornita dal costruttore, dovremo trasformarla in incertezza di tipo A, cioè derivante dalle letture dirette (perciò è un’incertezza di tipo statistico).

Per effettuare questa trasformazione dividi il valore calcolato (3 Ohm) per radice di tre (avremo quindi 1,76 Ohm). Questo valore va sommato e sottratto al valore medio delle letture per creare un intervallo delle soluzioni accettabili, perciò il valore misurato di resistenza sarà uguale a: VALORE MEDIO DELLE LETTURE ± VALORE DI INCERTEZZA (ad esempio: 329,33 ± 1,76 Ohm). La misura ora è completata.

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Come Testare la Flessibilità Muscolare

Avere una buna flessibilità significa avere muscoli ben elastici ed articolazioni ben sciolte. E’ abbastanza importante per potersi sentire davvero bene ed in salute con noi stessi. Possiamo tranquillamente, ed in qualsiasi momento, misurare la nostra flessibilità, mediante un semplicissimo test, detto “di allungamento”. Vediamo come procedere.

Prendi un centimetro da sarta (di certo ne avrai uno in casa). In caso contrario acquistalo in una qualsiasi merceria.
Ti servirà, infatti, per effettuare questo breve e semplicissimo test su te stesso e sui tuoi muscoli (specie quelli della schiena, delle anche e della parte posteriore delle gambe).
Ponilo a terra, nella stanza in cui hai deciso di effettuare in tutto, e fissalo utilizzando del comodissimo nastro adesivo in modo che non si muova.

Bada al fatto che esso sia ben disteso.
Siediti, quindi, a terra, con le gambe tese ed unite, facendo in modo che i talloni stiano sullo “0” del centimetro.
Inizia a fletterti in avanti, e a calcolare semplicemente di quanti centimetri in totale riesci a superare i piedi con il dito medio delle tue mani.

Ripeti questo test per un totale di 3 volte consecutive.
Appunta di volta iin volta i risultati su un foglietto che dovrai tenere vicino a te.
Terminato il tutto, puoi alzarti e comparare i risultati che hai ottenuto con quelli che ti indico di seguito.
Questi sono, per ovvi motivi, differenziati tra “Uomini” e “Donne”.

Se sei una “Donna” e con il dito medio della mano sei giunta ad una misura compresa tra lo zero ed i “-5” cm rispetto al tuo piede, allora la tua flessibilità è scarsa.
Se il risultato è compreso tra “0” e “5” è sufficiente. Se è compreso tra “5” e “10” è discreta, tra “10” e “15” è buona ed oltre i “15” è eccellente.

Se, invece, sei un “uomo”, i tuoi obiettivi saranno un pò più “semplici”.
Se i tuoi risultati sono compresi tra “-20” e “-5” la tua flessibilità è scarsa. Allo stesso modo se sono compresi tra “-5” e “0” è sufficiente, tra “0” e “5” è discreta.
Tra “5” e “10” hai una buona flessibilità, mentre maggiore a “10” essa è eccellente.

Comparati i risultati, se non sei soddisfatto puoi iniziare ad allenarti per migliorare tale livello, ricordando comunque che è salutare fare tutto con calma e mai di fretta.

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Come Scegliere una Fotocamera Digitale

Nel campo dell’elettronica, oggi come oggi, anche per una fotocamera digitale, così come per l’acquisto di un pc, o di una stampante o di un monitor, la scelta che si presenta all’utente è davvero ampia. Questo comporta di conseguenza la conoscenza e la presa in considerazione di tutta una serie di fattori, prima di effettuare un acquisto. Leggi la guida in merito.

Tempi addietro una macchina fotografica digitale di pochissimi megapixel era da considerarsi all’avanguardia, il non “plus ultra”, oggi, i modelli di base, per ottenere una stampa di alta qualità, si aggirano sui sette o otto megapixel. Tuttavia, se stai acquistando una macchina fotografica digitale, è più che sufficiente che tu ne scelga una che si aggiri sui cinque o sei megapixel.

Ne riceverai dei buoni risultati fotografici. Pensando al display di una fotocamera digitale potresti credere che non sia poi tanto importante. Ti sbagli! Le dimensioni del display hanno una grande rilevanza, mentre stai riprendendo un soggetto. Un display, a più pollici, ti mette in grado di vedere, a colpo d’occhio, se la foto che stai scattando è sfocata o non.

Molte fotocamere digitali offrono una varietà di modalità di ripresa. In termini molto restrittivi diciamo che c’è quella automatica e quella manuale. Se cerchi solo una macchina del tipo “punta e scatta”, va da sè che la scelta debba cadere su quella a modalità automatica. Se invece intendi regolare manualmente le impostazioni della tua fotocamera, appare scontata e obbligata l’altra scelta..

In quanto a memoria purtroppo non c’è uno standard di schede. In questa direzione ti basterà assicurarti solo che la tua macchina fotografica disponga di un lettore di trasferimento delle foto, dalla fotocamera al computer. In alternativa sappi che molte fotocamere sono dotate di software (di solito è su un DVD) che ti dà la possibilità di collegare la fotocamera direttamente al PC e qui scaricare le tue foto.

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