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Come Preparare Spigola al Cartoggio

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La spigola è un pesce dalle carni tenere, saporite e delicate. Risulta molto facile da pulire e altrettanto facile da cucinare e rende il pranzo sicuramente importante qualsiasi sia la ricetta con cui la si prepara. Oggi ti suggerisco una ricetta semplice ma estremamente gustosa: “La spigola al cartoccio” Vieni, proviamo a prepararla insieme!

Occorrente
Una spigola di media grandezza a persona
Carta forno
Olive nere
Capperi
Aglio
Prezzemolo
Olio extravergine di oliva
Sale

Prepara tutti gli ingredienti e poggiali sul tuo piano di lavoro. Prepara anche la carta forno, una pirofila da forno e un tagliere.
Lava le spigole, elimina le interiora e le branchie e lasciale scolare in un colapasta in modo che perdano tutta l’acqua che è rimasta loro addosso.
Lava i capperi e asciugali.

Ora sul tagliere taglia a pezzetti piccoli l’aglio, i capperi, le olive snocciolate e il prezzemolo (ti consiglio di sminuzzare il prezzemolo con le mani e non col coltello).
Poi metti in un piatto un po’ di olio extravergine di oliva col sale e sbattilo. Aggiungi all’olio, tutto il trito e mescola.
Adesso taglia un foglio di carta forno di una grandezza tale che possa contenere una spigola.

Appoggia la spigola sul foglio e, aiutandoti con un cucchiaio inserisci all’interno della spigola il composto, fa che l’interno della spigola ne sia pieno.
Avvolgi la spigola avendo cura di accartocciare le estremità della carta forno in modo che l’olio non possa fuoriuscire. Prepara con la stessa procedura tutte le altre spigole, mettile nella pirofila e nel forno preriscaldato a 180 gradi per trenta minuti.

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Come Scrivere Testi Efficaci

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l modello più diffuso e raccomandato per strutturare i testi in rete, sul web ma anche e forse soprattutto per i messaggi email. si chiama “modello della piramide rovescita”. Dal nome sembra complicato ma seguendo la guida, scoprirete i passi per creare una scrittura efficace in rete seguendo il modello a piramide rovesciata.

Titolo. Il titolo è il primo e il più importante gradino di questa scala. E’ attraverso il titolo, infatti, che il lettore capisce se quella pagina gli interessa, se c’è qualcosa di utile per lui. Un buon titolo lo può anche incuriosire e spingerlo alla lettura per scoprire cosa c’è dentro. Ma soprattutto in rete il titolo è il vero ambasciatore del testo. Infatti nei motori

Sottotitolo. Aggiungere il sottotitolo serve per avere una descrizione più dettagliata dell’articolo, in modo che anche nei motori di ricerca sia presente qualche informazione in più rispetto che al solo titolo. Questo ha la funzione di dare maggior risalto al tuo articolo e di incuriosire di di più un potenziale lettore.

Abstract. Fino a pochi anni fa l’abstrac si usava solamente in ambito accademico, per indicare il contenuto di un intervento, un articolo o una ricerca, il web lo ha riportato in auge e gli ha dato nuove funzioni. L’abstrac deve essere un piccolo blocchetto di testo, dal quale dobbiamo capire qual’è la notizia, cosa ci offre la pagina, che c’è dentro quel titolo, quell’abstract, quel link.

Scrivi il testo. Qui si aggiunge il contenuto dell’articolo vero e proprio. Bisogna scendere nei particolari in modo che il lettore che ci ha donato un po’ del suo prezioso tempo, poi abbia l’impressione di aver letto qualcosa di qualità. Evidenzia le parole importanti in grassetto o in colore diverso dal resto del contenuto dell’articolo.

Approfondisci. Alla fine dell’articolo è molto utile inserire degli approfondimenti. Questi nelle pagine Web possono essere dei semplici Link a degli argomenti citati nell’articolo o a pagine di approfondimento sul tema trattato. Non ci sono delle regole precise, ma si possono dare delle indicazioni: il testo del link deve essere il più possibile un concentrato di contenuto, Non linkate tre righe di testo, scrivete il testo dei link secondo la retorica della partenza e dell’arrivo, cioè comunicate per dove state partendo, spesso i link servono a fare qualcosa (come scaricare un file), ditelo nel testo del link.

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Come Preparare Sogliola all’Uva Bianca

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Oggi vi spiegherò in modo molto semplice in questa breve guida come realizzare un secondo piatto veramente squisito e saporito. Si tratta della sogliola all’uva bianca. Questa pietanza ha una preparazione abbastanza veloce così come la cottura. In tutto impiegheremo 30 minuti.

Occorrente
400 g di sogliola
50 g di burro
1 cipolla
1 aglio
Un pizzico di farina
1 dl di panna liquida
1 grappolo d’uva bianca
Sale e pepe

Per prima cosa organizziamo anticipatamente tutti gli ingredienti che ci serviranno per la realizzazione di questo piatto.
Puliamo la cipolla e la tritiamo finemente.
Stessa cosa facciamo con l’aglio che dopo averlo pelato lo dividiamo in 4 grossi spicchi.
In questo modo sono visibili e in grado di essere tolti.

Tiriamo il burro e la panna fuori dal frigorifero per portarlo a temperatura ambiente.
Sciacquiamo il prezzemolo e lo tritiamo finemente.
Sempre con acqua corrente sciacquiamo anche l’uva.
Laviamo le sogliole e otteniamo i filetti.
A questo punto passiamo i filetti nella farina dopo averli salati leggermente.

Disponiamo i filetti di sogliola in una pirofila con il burro possibilmente già liquefatto.
Facciamo cuocere per 2-3 minuti al massimo per parte a fiamma dolce.
Poniamo l’uva sui filetti, pepiamo a proprio piacimento e copriamo con la panna.
Facciamo cuocere per ulteriori 2 minuti a fiamma alta.

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Come Utilizzare gli Avverbi di Frequenza in Inglese

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L’inglese ti sembra una lingua impossibile? Vorresti parlarla, ma non ci riesci! Niente paura, è tutto molto più facile di quanto ti possa apparire. Basta apprendere le principali regole alla base della grammatica britannica e stai certa che nulla più ti sarà precluso.

In questa guida intendo parlarti degli avverbi indefiniti di tempo, conosciuti anche come avverbi di frequenza. Come nella lingua italiana, relativamente a cui è possibile vedere questa guida su Linguaegrammatica.com, essi indicano appunto la frequenza di un’azione, ovvero il numero di volte che essa avviene. I più comuni in inglese sono: always=sempre, often=spesso, never=mai, sometimes=talvolta, still=ancora, usually=di solito, generally=generalmente, occasionally=occasionalmente, seldom=raramente, rarely=raramente.

Essi hanno una posizione molto precisa nella frase inglese. Con i tempi semplici dei verbi vanno posti tra il soggetto e il verbo, ad esempio: I never go to the cinema=io non vado mai al cinema. Con i tempi semplici di “to be” vanno collocati invece dopo il verbo, ad esempio: my friends are often at home in the afternoon=i miei amici sono spesso a casa nel pomeriggio.

Per quanto concerne i verbi modali (can, may, must) gli avverbi di frequenza vanno posti dopo lo stesso ausiliare: they can sometimes study well because there isn’t a lot of noise=talvolta possono studiare bene perchè non c’è molto rumore. Nel caso dei verbi composti invece, gli avverbi vanno messi tra l’ausiliare ed il resto del verbo: Mary is still studying=Maria sta ancora studiando.

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Come Scrivere i Dialoghi di una Storia

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Rendere dei dialoghi veritieri all’interno di una storia non è affatto semplice. Si tende ad aggiungere troppo e il dialogo appare così fasullo. Se stai per scrivere una storia, ecco alcuni suggerimenti per rendere realistici i dialoghi tra i personaggi.

Ti sarai reso conto che scrivere i dialoghi tra i personaggi in una storia non è semplice. Per prima cosa, chi scrive tende ad aggiungere troppo, dimenticando che nel parlato si usano frasi brevi, smozzicate, ma anche con pause, risate ecc.. Ad esempio, nel parlato ti capiterà di sentire “Scusa, non ne ho voglia” ma non “Ti prego di perdonarmi, in questo momento non è di mio gradimento”.

Insomma, parlato e scritto sono cose diverse. Alcuni consigli: fai dialogare i personaggi utilizzando frasi brevi, concise, senza inutili fronzoli. Evita le ripetizioni. Ad esempio non scrivere “Voglio discutere di quella vicenda” e, di risposta “No, io non voglio parlare di quella vicenda” e ancora “Ma è una vicenda importante!” e così via.

Tieni sempre presente l’epoca in cui è ambientata la tua storia. Nel Cinquecento si utilizzavano modi diversi di esprimersi rispetto ad oggi. Nessuno avrebbe detto “Scusa” a un lord, urtandolo. Avrebbe detto “Mi perdoni, milord” e così via. Cerca la brevità, ma non scordare l’epoca di ambientazione.

Un ultimo consiglio. Quando puoi, ascolta e annota su un taccuino le frasi che senti a casa, in tram, ovunque. Ti accorgerai di quanto risultano brevi, interrotte da pause e a volte incomprensibili. Ti aiuterà a creare dialoghi efficaci per quanto essenziali nella tua storia e soprattutto a farli corrispondere di più al reale.

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