Come Testare la Flessibilità Muscolare

Avere una buna flessibilità significa avere muscoli ben elastici ed articolazioni ben sciolte. E’ abbastanza importante per potersi sentire davvero bene ed in salute con noi stessi. Possiamo tranquillamente, ed in qualsiasi momento, misurare la nostra flessibilità, mediante un semplicissimo test, detto “di allungamento”. Vediamo come procedere.

Prendi un centimetro da sarta (di certo ne avrai uno in casa). In caso contrario acquistalo in una qualsiasi merceria.
Ti servirà, infatti, per effettuare questo breve e semplicissimo test su te stesso e sui tuoi muscoli (specie quelli della schiena, delle anche e della parte posteriore delle gambe).
Ponilo a terra, nella stanza in cui hai deciso di effettuare in tutto, e fissalo utilizzando del comodissimo nastro adesivo in modo che non si muova.

Bada al fatto che esso sia ben disteso.
Siediti, quindi, a terra, con le gambe tese ed unite, facendo in modo che i talloni stiano sullo “0” del centimetro.
Inizia a fletterti in avanti, e a calcolare semplicemente di quanti centimetri in totale riesci a superare i piedi con il dito medio delle tue mani.

Ripeti questo test per un totale di 3 volte consecutive.
Appunta di volta iin volta i risultati su un foglietto che dovrai tenere vicino a te.
Terminato il tutto, puoi alzarti e comparare i risultati che hai ottenuto con quelli che ti indico di seguito.
Questi sono, per ovvi motivi, differenziati tra “Uomini” e “Donne”.

Se sei una “Donna” e con il dito medio della mano sei giunta ad una misura compresa tra lo zero ed i “-5” cm rispetto al tuo piede, allora la tua flessibilità è scarsa.
Se il risultato è compreso tra “0” e “5” è sufficiente. Se è compreso tra “5” e “10” è discreta, tra “10” e “15” è buona ed oltre i “15” è eccellente.

Se, invece, sei un “uomo”, i tuoi obiettivi saranno un pò più “semplici”.
Se i tuoi risultati sono compresi tra “-20” e “-5” la tua flessibilità è scarsa. Allo stesso modo se sono compresi tra “-5” e “0” è sufficiente, tra “0” e “5” è discreta.
Tra “5” e “10” hai una buona flessibilità, mentre maggiore a “10” essa è eccellente.

Comparati i risultati, se non sei soddisfatto puoi iniziare ad allenarti per migliorare tale livello, ricordando comunque che è salutare fare tutto con calma e mai di fretta.

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Come Scegliere una Fotocamera Digitale

Nel campo dell’elettronica, oggi come oggi, anche per una fotocamera digitale, così come per l’acquisto di un pc, o di una stampante o di un monitor, la scelta che si presenta all’utente è davvero ampia. Questo comporta di conseguenza la conoscenza e la presa in considerazione di tutta una serie di fattori, prima di effettuare un acquisto. Leggi la guida in merito.

Tempi addietro una macchina fotografica digitale di pochissimi megapixel era da considerarsi all’avanguardia, il non “plus ultra”, oggi, i modelli di base, per ottenere una stampa di alta qualità, si aggirano sui sette o otto megapixel. Tuttavia, se stai acquistando una macchina fotografica digitale, è più che sufficiente che tu ne scelga una che si aggiri sui cinque o sei megapixel.

Ne riceverai dei buoni risultati fotografici. Pensando al display di una fotocamera digitale potresti credere che non sia poi tanto importante. Ti sbagli! Le dimensioni del display hanno una grande rilevanza, mentre stai riprendendo un soggetto. Un display, a più pollici, ti mette in grado di vedere, a colpo d’occhio, se la foto che stai scattando è sfocata o non.

Molte fotocamere digitali offrono una varietà di modalità di ripresa. In termini molto restrittivi diciamo che c’è quella automatica e quella manuale. Se cerchi solo una macchina del tipo “punta e scatta”, va da sè che la scelta debba cadere su quella a modalità automatica. Se invece intendi regolare manualmente le impostazioni della tua fotocamera, appare scontata e obbligata l’altra scelta..

In quanto a memoria purtroppo non c’è uno standard di schede. In questa direzione ti basterà assicurarti solo che la tua macchina fotografica disponga di un lettore di trasferimento delle foto, dalla fotocamera al computer. In alternativa sappi che molte fotocamere sono dotate di software (di solito è su un DVD) che ti dà la possibilità di collegare la fotocamera direttamente al PC e qui scaricare le tue foto.

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Come Misurare il Volume di un Sasso

Ecco un esperimento molto interessante e divertente da realizzare con i vostri bambini, sia per passare un momento piacevole tutti insieme e sia per introdurli ai rudimenti della fisica. In questa guida, infatti, imparerete come calcolare il volume di un sasso o di un qualunque oggetto irregolare, per il quale non è possibile utilizzare righello e squadretta.

Per prima cosa procuratevi un sasso di forma qualunque, anche molto irregolare. Pulitene per bene la superficie utilizzando un panno oppure sciacquandolo in acqua e poi asciugandolo con un tovagliolo di carta. A questo punto prendete un bicchiere di vetro o di plastica trasparente. Per rendere l’esperimento semplice e accurato sarebbe opportuno utilizzare un bicchiere di forma cilindrica e non tronco-conico.

Riempite il bicchiere per metà d’acqua. Con un pennarello segnate con precisione il livello raggiunto dall’acqua nel bicchiere. A questo punto immergete il sasso in acqua. Noterete che il livello del liquido si sarà innalzato. L’innalzamento è proporzionale alle dimensioni (cioè al volume del sasso). A questo punto segnate nuovamente il livello raggiunto dall’acqua, dopo che il sasso è stato immerso in quest’ultima.

Ora, con un righello, misurate con precisione la distanza tra le due linee che avete segnato sul bicchiere. Riportate la misura trovata su un foglio di carta. Misurate l’area di base del vostro bicchiere, cioè l’area della circonferenza interna del bicchiere stesso. Basta moltiplicare il raggio del bicchiere per se stesso e per 3,14. A questo punto, ottenuta l’area di base, moltiplicatela per l’altezza misurata precedentemente. Questo valore è pari al volume del sasso.

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Pedana Vibrante e Controindicazioni

Questo articolo vuole solo mettere in evidenza come anche nel caso di questo nuovo concetto di attività sportiva, sia sempre consigliabile ricordarsi che sono possibili controindicazioni ed effetti indesiderati.
Come per qualsiasi forma di allenamento tradizionale è auspicabile valutare la possibilità di effettuare una visita prima di iniziare.

Una volta constatato lo stato di salute e la possibilità di avvicinarsi all’allenamento vibratorio si potrà valutare l’acquisto e successivo utilizzo della pedana vibrante che può soddisfare al meglio le nostre aspettative.
Le pedane vibranti possono portare reali e duraturi benefici se usate con cautela e seguendo, almeno in linea generale, i consigli delle case produttrici. A questo scopo è possibile fare riferimento al sito Pedanavibrante.net dedicato all’argomento.
Il mondo delle pedane vibranti è in rapida e continua evoluzione e porta dubbi e continui pareri contrastanti,quindi Noi consigliamo di considerare alcune indicazioni ricavate da importanti studi scientifici.

Evitate l’uso della pedana vibrante almeno nelle seguenti situazioni

-a seguito di recenti interventi chirurgici o situazioni post traumatiche
-nella possibilità di stati generalmente infiammatori all’apparato muscolo-scheletrico
-nel caso di stanchezza, indisposizione o elevate forme di stress.

A parte queste condizioni, le ditte produttrici e gli studi effettuati riescono a sconsigliare, invece,
l’allenamento vibratorio in situazioni che possiamo definire croniche o permanenti.

Da evitare l’uso delle pedane vibranti quando si hanno

-problemi associati al sistema visivo nello specifico a livello di retina
-varie malattie vascolari e cardiovascolari
-donne in gravidanza
-gravi ernie
-epilessia
-spirali anticoncezionali
-presenza di pace maker, placche, chiodi e strutture artificiali
-intolleranza allo stimolo vibratorio

Allo stato attuale, inoltre, non si riscontrano patologie gravi associate all’allenamento vibratorio a scopo di fitness, sportivo, estetico e fisioterapico.
Questa deduzione pare essere ben giustificata dal fatto che gli allenamenti vibratori vengono protratti per breve tempo e a frequenze controllate.

In conclusione, ritenendo il prodotto pedana vibrante in generale una valida alternativa
alla concezione di fitness classica, consigliamo di utilizzare il prodotto come indicato sui vari manuali forniti con tabelle le tabelle di allenamento ad esso allegate.
Sarà fondamentale un approccio graduale in termini di tempi, intensità e frequenza delle sedute.

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Come Orientare il Testo in Verticale in una Tabella OpenOffice

Stai lavorando ad un progetto oppure ad una presentazione di lavoro? Vorresti compilare una tabella in modo particolare, magari orientando il testo delle caselle in modo verticale? Si tratta di una operazione semplice e veloce, leggi la guida e scopri come fare.

Per iniziare dovrai procurarti una copia del software di video scrittura Open Office; si tratta di un pacchetto gratuito di programmi che puoi trovare direttamente on line, liberamente scaricabili. Una volta effettuato il download e l’installazione, apri il Writer ovvero il programma relativo alla compilazione dei documenti.

Crea la tua tabella partendo da zero e seleziona le caselle nelle quali desideri orientare il testo in verticale. Se non riesci a selezionare le caselle con il mouse, clicca sulla prima riga e poi entra nel menu Tabella, da qui clicca sulla voce Seleziona e vai a Colonne. Sempre nel menu Tabella, seleziona la voce Proprietà Tabella e vai sulla scheda indicata come Flusso di testo.

A questo punto, per cambiare la disposizione del testo, clicca sulla freccia del campo Direzione del testo e scegli l’opzione Destra-Sinistra Verticale. Il testo verrà automaticamente allineato in alto. Per cambiare questo standard ti basterà cliccare sulla freccia dell’opzione Allineamento verticale e scegliere quello che preferisci.

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