Come Organizzare la Dispensa

Sicuramente conservare gli alimenti e un modo comodo per risparmiare in quanto è possibile sfruttare tutte le varie occasioni di stagione. Ma per la giusta conservazione di questi prodotti hai bisogno di spazi appositi, vale a dire la dispensa. Ecco come organizzarla correttamente.

Per iniziare devi sapere che il luogo ideale per conservare i cibi, dev’essere un posto buio con una temperatura tra i 10 e i 20 gradi e un tasso di umidità piuttosto alto (85-90%). Per poter creare un luogo umido dovrai semplicemente oscurare le finestre, chiudere i termosifoni ed isolare le porte e le pareti.

A questo punto potrai creare la tua dispensa, per fare questo hai bisogno di alcuni scaffali in legno meglio se dotati di sportello. Per quanto riguarda la sistemazione dei prodotti, ti consiglio di sistemare in basso le patate all’interno di cassette di legno, e l’olio in contenitori di vetro scuro. Negli scaffali intermedi sistema le bottiglie di vino e gli spumanti.

Infine sugli scaffali in alto disponi i barattoli con le conserve, il cibo sottolio e le varie marmellate. Mi raccomando oltre a sistemare con attenzione i vari alimenti negli scaffali, non ti dimenticare di controllare frequentemente i prodotti con scadenza più breve, in questo caso ti consiglio di metterli in primo piano per non dimenticarti di consumarli.

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Come Organizzare un Trasloco

Se decidi di cambiare casa dovrai inevitabilmente scegliere la data e il periodo adatto in modo tale che il trasloco possa risultare un pò meno pesante. Purtroppo, non sempre è possibile scegliere il periodo del trasloco in tempo. Ma in questa guida ti darò qualche consiglio in proposito.

Se decidi di traslocare in questo caso riservati un lasso di tempo che ti possa bastare per organizzare tutti i movimenti e le varie fasi del trasloco per poi riuscire al meglio. Un mese sarà sufficiente naturalmente se riuscirai a sfruttarlo. Ti consiglio di scegliere un periodo abbastanza tranquillo.

Naturalmente, se svolgi un lavoro dipendente in questo caso avrai bisogno di prendere delle ferie che ti serviranno se decidi di traslocare in un periodo di grande attività. Se invece, dovrai traslocare in un periodo tranquillo potrai gestire con calma i momenti di lavoro con quelli di organizzazione del trasloco.

Inoltre dovrai considerare anche il periodo dell’anno, ti consiglio il periodo più fresco perchè il trasloco è sicuramente un’operazione di grande fatica, e quindi ti consiglio di non effettuare il trasloco nei periodi caldi perchè potrebbe causarti dei gravi affaticamenti che dovrai assolutamente evitare.

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Quale Programma di Modellazione 3D Utilizzare per Iniziare

Esaminiamo insieme la complessa scena della modellazione tridimensionale, cercando il software che più si avvicina alle nostre esigenze, e quale motore di render esterno abbinare ad esso per ottenere la migliore grafica fotorealistica dal nostro pc.

Il panorama della computer grafica ci si presenta oggi come una distesa sterminata di software e plug-in di ogni genere, e soprattutto di ogni prezzo. Questi infatti, variano dalla licenza gratuita a diversi migliaia di euro, quindi con molta obbiettività, la prima domanda da porre a noi stessi, è cosa cerchiamo di ottenere!

L’utilizzo di software avanzati come 3DStudio Max o Rhino3D offre la possibilità di ottenere praticamente qualsiasi tipo di geometria, ma il loro utilizzo non è certo immediato! Entrando nello specifico, cerchiamo di individuare il settore nel quale andremo a rivolgerci, ad esempio se ci occupiamo di architettura, è stata da poco rilasciata un’apposita versione “design”di Max.

In più non possiamo dimenticare l’importante relazione che quest’ultimo offre con i prodotti della medesima casa produttrice AutoCAD e Revit i quali, purtroppo non danno la possibilità di connettere un motore di rendering esterno di qualità superiore a quello standard, quindi obbligano a ricorrere ad ulteriori software esclusivamente dedicati alla restituzione fotorealistica.

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Come Misurare Resistenza da Terra

Con questa guida si potrà capire come valutare il valore di resistenza del terreno su cui costruire un impianto elettrico, tenendo conto delle variabili del terreno e delle cause di errore. Verranno inoltre suggerite le tecniche di utilizzo degli strumenti e verrà fornito anche qualche consiglio per ridurre al minimo il valore d’incertezza della misura.

Occorrente
Terra-ohmetro
3 picchetti di terra
3 cavi conduttori

Dovrai eseguire innanzitutto la misura in un terreno incolto e privo di impedimenti esterni o interrati, quali muri o tubature. Considera le condizioni atmosferiche poiché possono provocare alterazioni al normale funzionamento dello strumento (ad esempio l’umidità diminuisce il valore di resistenza). A corredo del terra-ohmetro vengono forniti dei picchetti e dei cavi di colore diverso, nel particolare verde (impianto di terra), giallo (dispersore ausiliario di tensione) e rosso (dispersore ausiliario di corrente).

Per prima cosa inserisci i picchetti nel terreno; nel particolare dovrai conficcare il primo (quello dell’impianto di terra) ad una profondità L di un metro. Gli altri due dovrai inserirli ad una distanza, dal picchetto dell’impianto, di circa 5 volte L (il picchetto di tensione) e 9/10 volte L (il picchetto di corrente). Questa procedura è fondamentale per evitare interferenze fra i segnali. In seguito collega i picchetti al terra-ohmetro mediante i cavi opportunamente colorati. Terminata questa procedura dovrai effettuare prima misura della resistenza di terra, utilizzando il terra-ohmetro.

Per iniziare verifica lo stato della batteria, che deve risultare idoneo (“Good”); successivamente verifica, attraverso il tasto “AC V”, l’assenza di tensioni disperse nel terreno. Dopodiché seleziona una portata (ad esempio “x10”, “x100”, “x1000”) e leggi il valore riportato sullo schermo. Questa sarà la prima lettura; ripeti questo procedimento per verificare che il picchetto di tensione non fosse sottoposto ad interferenze con le altre due sonde; perciò effettua altre due letture spostando il dispersore di tensione (quello centrale) rispettivamente di 1 metro in avanti e 1 metro indietro rispetto alla posizione iniziale. A questo punto con carta e penna, valuta il valor medio delle letture sommando i valori letti e dividendo per il numero di letture, ad esempio: (328 330 330)/3 = 329,33 Ohm

Ora dovrai considerare l’incertezza (o tolleranza) delle letture. Sul certificato di taratura dello strumento viene fornito il valore di incertezza riferito ad ogni portata; leggi il valore d’incertezza e calcola in Ohm questo valore (ad esempio 3% della portata “x100” sarà uguale a 3 Ohm). Siccome si tratta di incertezza di tipo B, cioè fornita dal costruttore, dovremo trasformarla in incertezza di tipo A, cioè derivante dalle letture dirette (perciò è un’incertezza di tipo statistico).

Per effettuare questa trasformazione dividi il valore calcolato (3 Ohm) per radice di tre (avremo quindi 1,76 Ohm). Questo valore va sommato e sottratto al valore medio delle letture per creare un intervallo delle soluzioni accettabili, perciò il valore misurato di resistenza sarà uguale a: VALORE MEDIO DELLE LETTURE ± VALORE DI INCERTEZZA (ad esempio: 329,33 ± 1,76 Ohm). La misura ora è completata.

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Come Testare la Flessibilità Muscolare

Avere una buna flessibilità significa avere muscoli ben elastici ed articolazioni ben sciolte. E’ abbastanza importante per potersi sentire davvero bene ed in salute con noi stessi. Possiamo tranquillamente, ed in qualsiasi momento, misurare la nostra flessibilità, mediante un semplicissimo test, detto “di allungamento”. Vediamo come procedere.

Prendi un centimetro da sarta (di certo ne avrai uno in casa). In caso contrario acquistalo in una qualsiasi merceria.
Ti servirà, infatti, per effettuare questo breve e semplicissimo test su te stesso e sui tuoi muscoli (specie quelli della schiena, delle anche e della parte posteriore delle gambe).
Ponilo a terra, nella stanza in cui hai deciso di effettuare in tutto, e fissalo utilizzando del comodissimo nastro adesivo in modo che non si muova.

Bada al fatto che esso sia ben disteso.
Siediti, quindi, a terra, con le gambe tese ed unite, facendo in modo che i talloni stiano sullo “0” del centimetro.
Inizia a fletterti in avanti, e a calcolare semplicemente di quanti centimetri in totale riesci a superare i piedi con il dito medio delle tue mani.

Ripeti questo test per un totale di 3 volte consecutive.
Appunta di volta iin volta i risultati su un foglietto che dovrai tenere vicino a te.
Terminato il tutto, puoi alzarti e comparare i risultati che hai ottenuto con quelli che ti indico di seguito.
Questi sono, per ovvi motivi, differenziati tra “Uomini” e “Donne”.

Se sei una “Donna” e con il dito medio della mano sei giunta ad una misura compresa tra lo zero ed i “-5” cm rispetto al tuo piede, allora la tua flessibilità è scarsa.
Se il risultato è compreso tra “0” e “5” è sufficiente. Se è compreso tra “5” e “10” è discreta, tra “10” e “15” è buona ed oltre i “15” è eccellente.

Se, invece, sei un “uomo”, i tuoi obiettivi saranno un pò più “semplici”.
Se i tuoi risultati sono compresi tra “-20” e “-5” la tua flessibilità è scarsa. Allo stesso modo se sono compresi tra “-5” e “0” è sufficiente, tra “0” e “5” è discreta.
Tra “5” e “10” hai una buona flessibilità, mentre maggiore a “10” essa è eccellente.

Comparati i risultati, se non sei soddisfatto puoi iniziare ad allenarti per migliorare tale livello, ricordando comunque che è salutare fare tutto con calma e mai di fretta.

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